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05/06/2019

Costruire il futuro – Piero Angela riflette sul ruolo delle tecnologie nella società moderna

di Chiara Di Giambattista


“Tutto quello che sappiamo lo ha scoperto la scienza”. È con questa interessante citazione del filosofo della scienza Edoardo Boncinelli che Piero Angela apre il suo intervento in occasione dell’incontro a chiusura del ciclo di conferenze Costruire il Futuro. Come ideatore e “padrino” del progetto promosso dall’Università di Trento e dalla Fondazione Bruno Kessler, è di Angela il compito di “tirare le somme”, riflettendo nel suo intervento sul fil rouge dei nove incontri precedenti, ovvero il ruolo delle tecnologie nella società moderna. La citazione iniziale porta immediatamente alla luce una questione fondamentale, ovvero il rapporto fra tecnologia e scienza, tra di loro codipendenti ma caratterizzate da una distinzione fondamentale: la scienza non si “inventa” ma si scopre, mentre tutto ciò che si inventa è tecnologia. Ed è in esse che Piero Angela riconosce la matrice del progresso che nell’ultimo secolo ha investito il nostro Paese. Ma non solo. Precisamente sono quattro i pilastri del progresso: le suddette scienza e tecnologia (che include anche l’energia e i mezzi del suo reperimento), valore ed educazione.

Sostenuta dall’informazione e dallo sviluppo dei mezzi di comunicazione, l’educazione si presenta come la base per la creazione della coscienza civile. Ciò porta però a riflettere su due problemi fondamentali riguardo i rapporti tra i media e l’educazione e la scienza. Da una parte, Piero Angela sottolinea come i mezzi di informazione spesso siano incapaci (o disinteressati) ad attuare una divulgazione scientifica efficace e non basata sul sensazionalismo. A questo sicuramente contribuisce la difficile comprensibilità del linguaggio tecnico in cui sono scritti la maggior parte degli articoli scientifici, tuttavia non si può negare una certa predisposizione dei media (giornali e televisione) a favorire le notizie caratterizzate da una carica “sentimentale” piuttosto che rubriche di seria divulgazione. Il secondo problema è l’inadeguatezza dell’educazione scolastica, che al nozionismo dovrebbe affiancare una riflessione effettiva sul significato e sul valore concreto di ciò che si sta studiando. Non ha senso insegnare la scienza se non si fa comprendere agli studenti che il metodo scientifico può essere applicato oltre i limiti dello studio teorico e diventare una chiave di interpretazione del mondo e un approccio concreto all’esistenza. Un’altra mancanza Piero Angela la individua nella politica, incapace di far emergere tematiche davvero importanti per le future generazioni, ma troppo spesso ripiegata in questioni interne di alleanze e lotte.

Piero Angela si sofferma quindi su quelle che per lui sono le problematiche scottanti della quotidianità, così importanti da dover essere oggetto di un serio dibattito politico in quanto capaci di poter condizionare fortemente il futuro: la creatività distruttiva e il calo delle nascite.
Lungi da essere definita negativa, la creatività è ritenuta fondamentale e distinta dall’immaginazione in quanto è la capacità operativa su progetti validi, non limitata alla dimensione teorica dell’idea. Un prodotto fondamentale della creatività è la tecnologia. Il problema, tuttavia, è che con lo spasmodico sviluppo tecnologico a cui stiamo assistendo negli ultimi decenni ogni nuova creazione risulta immediatamente obsoleta, con grandi problematiche per le aziende che non si riescono ad adeguare nelle brevissime fasi di passaggio da un’innovazione ad un’altra.
Un secondo problema è quello del calo delle nascite nel nostro Paese. I cambiamenti demografici, a differenza di quelli economici e politici, mostrano le loro conseguenze solo dopo molto tempo, quando ormai sono irreversibili. Piero Angela auspica per il futuro che la politica possa sostenere la tutela e l’assistenza alle giovani famiglie per evitare che tra qualche decennio una società di anziani gravi sulle spalle di pochi giovani.

Dopo questa analisi trasversale e disincantata sull’oggi e sul domani, Piero Angela chiude il suo intervento e quindi il ciclo di incontri di Costruire il Futuro di quest’anno rivolgendosi a noi giovani. Sta a noi il compito di combattere la disinformazione, magari facendoci in prima persona attori di una vera divulgazione scientifica attraverso i social. Dobbiamo rispondere al disinteresse per il futuro tutelandoci, programmando con consapevolezza e perseguendo l’eccellenza per poter dare il miglior contributo possibile alla società.

Credendo nel futuro, e in noi stessi.

 

  Fonte foto: L’Adigetto.it

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