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15/07/2019

“Costruire il futuro”: riflessione su un progetto giunto al termine

di Arianna Meregalli

Eccoci giunti alla fine della rubrica che Culturit ha scelto di dedicare a “Costruire il futuro”, iniziativa promossa dall’Università di Trento e dalla Fondazione Bruno Kessler. Come team del Giornale “The Culturit Review” ci siamo sentiti particolarmente coinvolti in questo progetto decidendo quindi di seguirlo dal primo all’ultimo incontro, con anche la possibilità di intervistare uno dei relatori, il climatologo Filippo Giorgi (“Prospettive sul Cambiamento climatico”, articolo di Francesco Cabras). 

Questa decisione è stata presa in primis per l’importanza del tema: l’educazione al futuro, e poi per l’attenzione che questo progetto ha dimostrato nei confronti delle nuove generazioni

Temi attuali, relatori di grande fama, in un’iniziativa che presenta una conoscenza non fine a sé stessa ma indirizzata ad una comprensione che va al di là della semplice erudizione e che si sposta nel campo della vera e propria educazione alla realtà, al progresso, alla scienza, alla tecnologia, in una parola: al futuro. 

Tra gli interventi più interessanti e attuali sicuramente l’incontro dal titolo “Le professioni del futuro”, in cui relatore Francesco Profumo ha parlato dei cambiamenti nel mondo del lavoro, dei nuovi lavori o di quelli che presto scompariranno, dell’importanza della creatività (conferenza seguita da Sofia Baroncini e riassunta nell’articolo “Le professioni del futuro: quando i robot cooperano con l’uomo e non ne uccidono la creatività”); oppure l’appello di Staffan de Mistura rivolto ai giovani ad interessarsi alla diplomazia internazionale per sconfiggere il “cancro della guerra” (tema di cui ci parla Giorgia Laudati nell’articolo “Staffan de Mistura, una carriera diplomatica dedicata alla pace”)

In questo ciclo di eventi ben congegnato, due elementi avrebbero potuto limitarne la riuscita, entrambi brillantemente superati. Per prima cosa la possibilità di accogliere un numero ridotto di persone (massimo 300 ad evento) con in aggiunta una naturale barriera geografica. A questo problema è stato trovato un buon compromesso tramite la diretta streaming che ha permesso anche a noi di Culturit, dislocati in tutta Italia, di seguire agilmente le conferenze. Certo è che questa presenza è solo passiva, non essendo infatti possibile intervenire facendo, ad esempio, domande, ma è sicuramente molto efficace e volta all’intento di massimizzare la partecipazione non legata a luogo e orario (le conferenze potevano essere seguite in diretta ma anche in seguito). In aggiunta, gli argomenti trattati non sono stati sempre facili, soprattutto per i neofiti in materia, e potevano dunque apparire difficilmente accessibili ad un pubblico vario. Ecco però dove si vede l’impronta di Piero Angela, ideatore del format e da sempre impegnato nella divulgazione scientifica: tutti i contenuti sono stati presentati con un’incredibile capacità comunicativa ed esplicativa, comprensibile e coinvolgente! (Compreso ad esempio il tema della scoperta, tutta italiana, dell’evoCas9, una forbice molecolare che permette di agire in maniera mirata sul DNA, di cui ci ha parlato la nostra Sara Coppola nell’articolo “CRISPR, cambiare codice non è mai stato così facile”

Queste iniziative sono dei veri e propri incubatori, incubatori di conoscenze e di idee.  Il progetto “Costruire il futuro” è terminato ma una sua diffusione è sicuramente possibile. Con questo intendo che questo format di incontri dedicato a studenti universitari e liceali, patrocinato da università e fondazioni virtuose, potrebbe essere “esportato” in contesti simili per permettere a sempre più giovani di entrare in contatto con i temi caldi del futuro e farsene promotori. Consideriamo la risonanza incredibile che un progetto di questo tipo potrebbe avere, quale impatto nello stimolare la curiosità e l’educazione al futuro dei giovani! 

Tirando le somme, “Costruire il futuro” è stato un progetto ben riuscito: non solo ha permesso di conoscere in maniera più lucida la nostra realtà ma anche di dare un’occhiata all’evoluzione di questo mondo, al suo futuro, tutto questo per essere pronti ad esserne protagonisti. Educazione e cognizione della realtà sono alla base di individui e cittadini consapevoli. 

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