di Andrea Tenconi


Esistono dei libri che, grazie alle intuizioni dei loro autori, segnano un nuovo punto di riferimento nella storia del pensiero, scardinando vecchi paradigmi. Per anni l’uomo è stato considerato idealmente come un soggetto economicamente razionale, il quale prende le proprie decisioni con consapevolezza dei risultati attesi; tuttavia, la stessa realtà quotidiana riporta esperienze ben diverse.

È il 2002 quando un coro indignato di voci si scaglia prepotentemente contro la scelta della Banca di Svezia di consegnare il Premio Nobel per l’Economia di quell’anno ad uno psicologo israeliano, Daniel Kahneman, “per aver integrato i risultati della ricerca psicologica nella scienza economica, specialmente in merito al giudizio umano”. La commistione di due discipline profondamente umane, come l’economia e la psicologia, fornisce non solamente la base per analizzare le decisioni delle persone in condizioni d’incertezza, ma anche il pretesto per scardinare la credenza che l’uomo assuma delle scelte economicamente razionali.

Il pensiero di Kahneman, al quale contribuì il compianto compagno di studi Amos Tversky, confluisce nel libro Pensieri lenti e veloci (originale: Thinking, Fast and Slow del 2011): un manuale preciso ma leggero, scritto appositamente per essere compreso in tutta la sua rivoluzionaria importanza. Qui, lo studioso israeliano espone in particolare la teoria della mente bicamerale: in soldoni, la mente umana lavora attraverso due sistemi, dove il primo, veloce ed automatico, è impulsivo ed intuitivo, mentre il secondo, lento e calcolatore, è razionale e complesso. Questo porta inevitabilmente l’uomo a prendere delle decisioni non sempre ponderate, soprattutto in quei casi di incertezza nel quale il Sistema 2 viene bypassato in velocità dal Sistema 1: è qui che si concentra il campo di studi di Kahneman, che per primo ha teorizzato euristiche e bias cognitivi (deviazioni sistematiche dalla razionalità) che affliggono costantemente l’uomo.

Il consiglio è quello di leggere questo libro come una lucida analisi dell’uomo e dei suoi processi cognitivi, ma soprattutto di comprendere come nessuno di noi sia realmente razionale quando si tratta di prendere delicate decisioni riguardanti la sfera economica.