di Beatrice Muciaccia


Con Gamification si intende l’utilizzo di elementi mutuati dai giochi e delle tecniche di game design in contesti non ludici.”(Wikipedia)

Il termine discende dalla parola “Game”, cioè gioco, associato al semplice divertimento senza scopi particolari. La Gamification tuttavia è un processo più complesso che deriva dall’interattività concessa dai mezzi moderni ed ovviamente dai principi alla base del concetto stesso di divertimento e rappresenta uno strumento estremamente efficace in grado di veicolare messaggi eterogenei e di indurre a comportamenti attivi da parte dell’utenza, permettendo di raggiungere specifici obiettivi, personali o d’impresa. 

Le aziende infatti per raggiungere obiettivi di engagement e fidelizzazione con utenti si avvalgono di questo modo di pensare e disegnare esperienze. Inoltre per generare coinvolgimento è necessario partire prima che l’azione avvenga, per proseguire nelle attività durante l’esperienza, ma soprattutto porre l’accento a cosa accade dopo, in modo da mantenere il contatto quando la persona ha terminato l’esperienza, per esempio consegnando dei gadget che richiamino il tipo di esperienza vissuta, rendendola in qualche modo tangibile.

L’utilizzo della Gamification può essere anche finalizzato all’inclusione sociale, all’apprendimento, alla valorizzazione culturale e allo sviluppo delle capacità personali. In particolare, per il settore culturale, si conferma la necessità di seguire strategie di edutainment, crasi fra l’education (la fase educativa e di apprendimento) e l’entertainment (la fase ludica e giocosa).

TuoMuseo, collettivo internazionale di artisti, game designer, developer, sound designer ed animatori 3D che lavora nell’intersezione tra arte e videogiochi, ad esempio, attraverso vari moduli, connette pianificatori e gestori dei beni culturali andando a facilitare la fase di pianificazione di una visita, l’engagement on-site e l’approfondimento e racconto dell’esperienza post visita. L’idea è quella di proporre un modo diverso di trasmettere i contenuti orientati alla divulgazione, alla promozione e alla valorizzazione del patrimonio culturale, sviluppando una comunicazione finalizzata a costruire un percorso di visita emozionale ed immersivo.

I videogiochi possono intervenire anche in ambito di restauro dei beni culturali, come nel caso di Notre Dame de Paris, protagonista di devastanti roghi come quello avvenuto nel mese di aprile del 2019, la cui ricostruzione ha incontrato molte difficoltà. Difficoltà che vengono superate non solo grazie ai tantissimi contributi fotografici che gli strumenti moderni mettono a disposizione e che consentono di avere un’idea molto precisa delle misure e delle proporzioni, ma anche grazie ai videogiochi, visto che in alcuni di essi abbiamo una riproduzione puntuale delle opere artistiche.

È il caso dei titoli della serie Assassin’s Creed, che si basano su mondi di gioco aperti che ricalcano varie epoche storiche. Nello specifico, Assassin’s Creed Unity, uscito nel 2014, è ambientato proprio a Parigi durante la Rivoluzione francese. In questo gioco è stato realizzato un modello di Notre Dame molto accurato su cui i designer di Ubisoft hanno lavorato per circa due anni. Il team ha consultato documenti d’archivio ed effettuato rilievi diretti di monumenti tutt’ora esistenti per ricostruire la Parigi di quell’epoca in 3D.

Anche la nostra penisola, col suo patrimonio storico e iconografico, si presterebbe a essere set videoludico di prim’ordine: borghi antichi, edifici abbandonati, ville storiche e monumenti fungono da cornice perfetta. La gamification permette dunque di agire su alcuni fattori fondamentali: sviluppare e creare una community engagement, rinnovare la fruizione dei servizi culturali e ottimizzare e diffondere modelli innovativi di apprendimento.