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10/05/2019

Intervista a Lucia Sollini, Alumna Culturit

di Martina Fraioli


La forza di un Network si vede spesso anche dalla sua comunità di Alumni. E quella di Culturit inizia ad essere particolarmente consistente per quantità e qualità dei suoi membri.

Nata solo da poco, l’area Culturit Alumni, capitanata da Elena De Stefani, conta 164 ex membri del Network, oggi diventati giovani professionisti. Il loro attaccamento al Network e la loro volontà di contribuire alla sua crescita sono tali che, durante il consueto evento di formazione annuale noto come Culturit University, molti di loro mettano al servizio degli attuali membri la propria professionalità e le proprie competenze, organizzando workshop e talk.

E’ stato durante l’ultima Culturit University, tenutasi a Milano il 30-31 Marzo, che il Network ha avuto il piacere di ospitare Lucia Sollini, ex membro di Culturit Cattolica, oggi Sales Specialist in ZooCom, la creative media agency del gruppo OneDay di cui fanno parte anche ScuolaZoo e WeRoad. Lucia ha condotto un interessante workshop sul tema della negoziazione, dimostrando quanto questa competenza sia importante nella vita professionale. Al termine della CU, Lucia ha risposto ad alcune domande su di sé e sul suo legame con il Network.

Oggi sei una giovane professionista: di cosa ti occupi?

L’agenzia per cui lavoro si occupa principalmente di due target: GenZ e Millennials (14-35 anni). Nello specifico vado in cerca di nuovi clienti a cui presentare l’agenzia e tutti i suoi servizi, una volta ottenuto un appuntamento, cerco di poter iniziare a lavorare con loroSe questo accade, torno in agenzia con un brief e coinvolgo i miei colleghi del reparto strategico che, insieme al team creativo, sviluppano una proposta ed elaborano un budget.

Una volta pronta la proposta controllo se questa è in linea con le richieste del cliente e controllo il budget e, se non ci sono problemi, la presento al cliente. Successivamente inizia una fase più o meno lunga di negoziazione della proposta che si conclude con la stesura del contratto. Il mio lavoro è basato principalmente sulla consulenza e sulle relazioni, per questo il rapporto costante con il cliente e il costante aggiornamento sono elementi fondamentali.

In qualità di Alumna, in che modo l’esperienza in Culturit ti ha formato e ti ha fatto diventare quello che sei ora, professionalmente e personalmente parlando?

Culturit Cattolica è nato quando ormai ero al termine dei miei studi universitari ma sono riuscita comunque a viverlo pienamente. Quello che mi è rimasto da questa esperienza è il rimboccarsi le maniche e il mettersi in gioco, lasciando da parte la paura di sbagliare.

Credo tutt’ora che si impari facendo, e purtroppo il sistema universitario italiano non permette ancora oggi di mettere alla prova gli studenti e prepararli davvero al mondo del lavoro. Grazie a Culturit ho fatto un piano di marketing e di comunicazione per il Circolo Filologico Milanese e se lo vedessi ora probabilmente ne riderei su ma, se non fosse stato per Culturit, in 5 anni di università e vari esami sul marketing e la comunicazione, non avrei avuto questa opportunità. Il tempo ha inoltre confermato la mia scelta dell’epoca: il marketing e la comunicazione oggi sono il mio lavoro.

A molti giovani italiani accedere al mondo del lavoro sembra uno scoglio insormontabile. Quali consigli vorresti dare agli attuali studenti (futuri professionisti) e ai neolaureati alle prese con la ricerca del primo lavoro?

Quando si termina l’università il mondo del lavoro fa paura per una serie di motivi, credo che i principali siano tre: non si sa bene che lavoro fare, non ci si sente pronti e si ha paura di non trovare lavoro. Il primo consiglio che vorrei dare è quello di non fissarsi troppo con i sogni, soprattutto a coloro che hanno scelto di intraprendere una carriera nei beni culturali.
Esistono molte professioni belle e stimolanti che non conoscete, tentate, è questo il momento giusto per farlo. Inoltre, cambiare lavoro è molto più facile all’inizio perché poi subentra l’abitudine e la paura del cambiamento. Personalmente ho sofferto ogni volta che un contratto finiva e non veniva rinnovato e ogni volta ho trovato un lavoro e un’azienda migliore.

Abbiate voglia di imparare, cercate di legarvi a colleghi più grandi che vi possano insegnare molto e cercate di arricchirvi ogni giorno soprattutto quando sarete in stage.
Cercate di portarvi a casa il più possibile da ogni esperienza lavorativa che farete e siate proattivi, fa davvero la differenza!

Infine, il lavoro se lo volete davvero lo troverete.
Non passate mesi a cercare lo stage adatto a voi, iniziate prima possibile a lavorare, a capire in cosa siete portati e cosa invece non vi piace fare o via annoia mortalmente.
Sperimentate lavori e settori merceologici che non avete preso mai in considerazione, è facendo e sbagliando che si impara davvero.

Un’ultima domanda, cosa auguri a Culturit e ai suoi membri per il futuro?

A Culturit auguro di diventare un’associazione presente in maniera capillare su tutto il territorio italiano, auguro ai suoi membri di farla crescere e crescere insieme a lei.
Mi piacerebbe davvero che Culturit cambiasse il nostro Paese e il mondo della cultura attraverso i suoi membri.

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