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15/05/2019

L’impresa tra passato e futuro: riflettendo sul ruolo dello stato in economia con Massimo Tononi

di Sofia Baroncini


Costruire il futuro è giunto quasi al termine con la nona e penultima conferenza svoltasi lo scorso venerdì presso l’auditorium del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento, ospitando una riflessione, condotta da Massimo Tononi, su un tema fondamentale per comprendere la realtà in cui viviamo, riguardante l’assetto economico di uno stato. Il relatore ha così deciso di parlare del ruolo dello stato in economia, tra evoluzione storica e confronto internazionale.

Sono poche le carriere che permettono di ripercorrere in modo lucido i cambiamenti fondamentali del mondo in cui viviamo e, una di queste, è quella di Massimo Tononi. Laureato alla Bocconi in Direzione Aziendale nel 1988, ha lavorato sia nel Regno Unito, presso Goldman Sachs, sia in Italia, presso istituzioni pubbliche come l’IRI e il Ministero dell’Economia. L’esperienza in ambito sia pubblico che privato, in Italia e all’estero, maturata nel corso di quasi quarant’anni di carriera gli ha permesso di effettuare una riflessione ad ampio respiro riguardo i diversi tipi di sistemi economici dagli anni Settanta ad oggi, avendo una percezione critica delle conseguenze che ogni tipo di intervento statale o privatizzazione ha avuto sull’economia di un paese.

L’argomento affrontato nasce da una domanda: è preferibile adottare un modello economico liberista, che prevede un intervento dello stato molto limitato, o uno statalista, secondo cui il Governo ha un ruolo attivo e dominante nell’ambito economico? Per rispondere a ciò il relatore è così partito da una spiegazione storica delle dinamiche intercorse dal dopoguerra ad oggi: iniziando dal liberismo di Margaret Thatcher e di Ronald Reagan, è arrivato alla crisi del 2008, fino all’attualità dominata da economie emergenti come la Cina e concludendo con ipotesi di sviluppo per l’economia italiana. Un argomento vasto ed articolato in cui il fattore ideologico è legato a quello economico da una relazione di causa-effetto.

In questo excursus storico Tononi ha evidenziato come l’ideologia economica abbia conseguenze non solo sull’economia di uno stato ma anche sulla struttura sociale di esso. Ne è un esempio chiaro la crisi del 2008, in cui, come conseguenza dell’adozione di un modello “ipercapitalistico e finanziario”, è cresciuta la disparità sociale tanto che, ad oggi, in quasi tutti i paesi sviluppati l’1% della popolazione detiene almeno il 15% della ricchezza e percepisce almeno il 15% dei redditi.

Il relatore ha poi proseguito focalizzandosi sulla situazione italiana. La sua esperienza come Presidente della Borsa Italiana dal 2011 al 2015 gli ha infatti permesso di avere una visione chiara ed effettiva dello status del nostro paese. Dall’analisi fatta emerge che poche aziende italiane sono quotate in borsa, tanto che il rapporto tra il valore in borsa di queste ed il PIL è pari al 35%, quando negli altri stati europei è generalmente attorno al  60 o 70%. Le aziende sono poi molto indebitate, hanno poco capitale proprio e sono piccole: caratteristiche che le portano ad essere meno competitive con le imprese rivali. A dimostrazione di ciò, tra le principali 500 aziende del mondo ne figurano solamente 6 italiane, di contro alle 28 della Francia. Una grande impresa ha infatti una produttività molto più elevata rispetto ad un’azienda piccola: non solo un dipendente in una grande impresa ha una produttività doppia rispetto ad uno in una piccola impresa, ma un’azienda forte ha anche la capacità di definire internamente dei programmi di formazione, che possono insegnare ai giovani cosa sia la cultura d’impresa, nel contesto di un paese in cui l’istruzione scolastica non offre un’adeguata preparazione nel campo economico. Per questo la Cassa Debiti e Prestiti, di cui Tononi è attualmente presidente, ha deciso di promuovere Il risparmio che fa scuola, iniziativa di educazione all’economia rivolta a studenti per renderli consapevoli delle decisioni di economia quotidiana che faranno parte della loro vita futura.

Durante la conferenza sono poi emersi numerose suggestioni e spunti di riflessioni, come le conseguenze di decisioni politiche sull’assetto economico di un paese, il rapporto tra crescita e problemi ambientali, le caratteristiche del modello statalista cinese ad oggi dominante: Massimo Tononi ha così voluto lasciare ai giovani spettatori lucide spiegazioni, accompagnate da molte porte aperte su ulteriori riflessioni.

 

 

Immagine presa da www.huffingtonpost.it

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