di Erika Novellini


L’Unione Europea “rispetta la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica e vigila sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo”. Così recita l’Articolo 3 del Trattato sull’Unione Europea, firmato a Lisbona il 13 dicembre del 2007. Oltre a sostenere le politiche culturali e lo sviluppo sociale degli Stati membri, l’Unione Europea ha tra le sue priorità la definizione e salvaguardia del patrimonio culturale europeo. E, sotto questo aspetto, le nuove tecnologie e la digitalizzazione del patrimonio possono dare un contributo formidabile grazie alle possibilità di accesso alle risorse culturali senza precedenti. Se da un lato questo permette alle istituzioni culturali di raggiungere un pubblico più ampio in termini sia geografici sia anagrafici, dall’altro lato i cittadini hanno la possibilità di accedere a parte del patrimonio europeo situato in un altro Stato o addirittura in luoghi normalmente inaccessibili al pubblico. A occuparsi delle politiche in materia di digitalizzazione è la Direzione Generale delle Reti di comunicazione, contenuti e tecnologie (DG |CONNECT) dell’Unione Europea che ha condotto finora strategie di coordinamento fornendo supporto agli Stati Membri per favorire il processo di digitalizzazione e promuovere l’accessibilità online al patrimonio culturale.

Nel 2008 nasce in quest’ottica Europeana, la piattaforma digitale multilingue – disponibile chiaramente in tutte le 27 lingue degli Stati Membri – che dà accesso ai beni culturali digitalizzati provenienti da tutti i paesi dell’Unione Europea. Questa piattaforma è una cosiddetta Digital Service Infrastructure dedicata al patrimonio culturale ed è al quarto step di aggiornamento, che avviene ogni 18-24 mesi. Europeana, oltre a permettere ricerche più mirate e specifiche grazie agli standard e alle logiche del Web Semantico, dà visivamente e virtualmente accesso al patrimonio culturale europeo digitalizzato disponibile. Europeana racchiude più di 50 milioni di voci digitalizzate, visibili in ottima qualità, da libri a brani musicali passando per opere d’arte provenienti dai musei di tutta Europa.

Ma come arrivano le opere alle collezioni di Europeana? Prima di tutto, l’opera deve essere digitalizzata dall’istituzione culturale (museo, biblioteca, ecc.) di provenienza. In secondo luogo, deve essere redatta una descrizione contenente luogo e data di provenienza, autore, tipologia di risorsa e se è soggetta a copyright. Tutte queste informazioni sono necessarie perché la voce venga inclusa nel catalogo della piattaforma. Una volta ottenuti il file digitale in ottima qualità e le informazioni complete, Europeana controlla ulteriormente i dati e li arricchisce aggiungendo, per esempio, la geolocalizzazione, dopodiché procede con la pubblicazione.

Raccogliendo fonti e produzioni artistiche da ogni angolo d’Europa, così come da artisti emergenti, Europeana crea delle mostre tematiche virtuali, mettendo in relazione diverse fonti con diverse provenienze che si ricollegano però a un tema comune. Europeana ha inoltre un blog, in cui sono portate alla luce alcune opere disponibili nelle collezioni del portale e affrontate tematiche relative al mondo artistico-culturale.

Europeana è in continuo aggiornamento e, dal 2017, lo staff è affiancato dal Digital Cultural Heritage and Europeana Expert Group (DCHE), che mira a favorire la cooperazione tra gli Stati Membri e la Commissione Europea in fatto di digitalizzazione, accessibilità online al materiale culturale e salvaguardia del patrimonio digitale. In particolare, un sottogruppo di lavoro è interamente dedicato a Europeana, con la funzione di esprimere pareri riguardanti gli obiettivi generali, la governance, le priorità strategiche, l’andamento e la sostenibilità della piattaforma.

Tutto questo, portato avanti nella completa tutela del copyright, non solo rende possibile una più ampia diffusione del patrimonio culturale europeo e una migliore fruizione virtuale dell’opera online, ma anche una maggiore condivisione del patrimonio culturale europeo per scopi ludici, favorendo la costruzione di un’identità culturale, così come di ricerca.