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Il digital engagement e le invasioni digitali dolomitiche

La formazione legata al digital engagement realizzata da Culturit Venezia è nata in relazione al progetto per Dolom.

Dolom è un museo virtuale, piattaforma digitale e museo partecipativo nato da qualche anno nel territorio bellunese ma che sta cercando di diventare museo capofila del patrimonio dolomitico UNESCO. 

Descrizione

Tema della formazione è stato il digital engagement. Nella prima parte si è affrontato un aspetto teorico legato ai musei e alla digitalizzazione, nella seconda parte ci si è concentrati sul fatto che i musei stiano diventando sempre più digitali. 

Si è parlato di digital engagement nell’ambito dell’evoluzione delle pratiche di fruizione culturale in senso partecipativo e dell’evoluzione dei pubblici nell’era digitale. Si nota quindi un nuovo modo di interagire con il pubblico e il ruolo attivo del pubblico con i servizi e il museo. Le persone sono chiamate a interagire con il sistema e a creare dei contenuti, in tal modo sono i visitatori stessi a creare engagement.

“Invasioni digitali” è un servizio nato 5 anni fa. Ci sono degli elementi che fanno funzionare bene questo servizio e che non possono essere esclusi anche a livello di comunicazione, affinché l’evento abbia esito positivo. 

Che cosa è il digital engagement?

Che cosa è il digital engagement? Perché è così centrale coinvolgere i pubblici attraverso il digitale e il web? Perché il digitale permette di abbattere le barriere fisiche di coinvolgimento del pubblico. La comunicazione sul digitale permette di coinvolgere l’utente interagendo attraverso i canali social, i possibili pubblici. 

Le esperienze culturali non avvengono più solo negli spazi fisici, ma anche negli spazi digitali. Oggi il pubblico è diverso dal passato e dunque cambia anche l’interazione. 

Nel campo della comunicazione culturale, per strategia si intende l’insieme di azioni svolte dal museo, in base alla direzioni in cui vuole andare l’ente, per perseguire i propri fini e la propria mission. In molti casi le strategie digitali emergono dal comportamento dell’ente e non vengono definite in un documento.

Un esempio invece della strategia digitale pianificata è quella fornita da Science Museum Group, che ha un documento che espliciti la digital strategy. I musei, grazie alla digital strategy, possono creare nuovi valori implementando esperienze digitali di qualità, fonte di informazioni digitali e di nozioni autorevoli. Possono creare valore strutturando e interpretando le proprie aree e le proprie collezioni attraverso narrative digitali. 

Esistono degli strumenti che ci permettono di creare delle strategie di digital engagement (Digital engagement framework). Studiando le varie realtà e i contesti è possibile scegliere la piattaforma e la modalità giusta di interazione con il pubblico. 

Grazie al digital il pubblico online viene considerato pubblico a pieno titolo dalle istituzioni culturali. Per questo nascono degli indicatori quali-quantitativi per misurare questa tipologia di pubblico: numero di visite sul sito, numero di followers sui social network, quantità di commenti ai post, tasso di coinvolgimento di ciascun post, ecc. 

Nella nuova museologia si considera pubblico anche l’utente che interagisce con l’istituzione culturale anche con il digitale e non solo fruendo lo spazio fisico. 

Organizzatori dell’evento

Culturit Venezia

Data e Luogo

2 maggio 2019

Relatori coinvolti

direttore Museo Dolom

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